Committente responsabile: Andrea Bortolamasi

STEFANIA BETTINELLI
Candidata al Consiglio Comunale di Modena

Mi PRESENTO

Se sei capitata/o sulla mia pagina dopo aver visto il mio nome nella lista dei candidati , ti do il benvenuto e ti racconto un po’ chi sono

PER COSA Mi IMPEGNO

Per garantire che Modena rimanga una città che guarda al futuro mantenendo intatto il sistema di valori su cui si è fondata fino ad oggi

FOCUS ON

Modena che valorizza le sue eccellenze
Modena  che ascolta i suoi cittadini
Modena che crede nella pluralità
Modena senza barriere

Daimò

Sostengo la ricandidatura del sindaco uscente Gian Carlo Muzzarelli con la coalizione #daimò perché credo che lui ed il suo staff abbiano fatto un ottimo lavoro.
La città che hanno amministrato e costruito in questi cinque anni è esattamente la città in cui vorrei continuare a vivere, con gli stessi valori e lo stesso spirito, decisamente in controtendenza rispetto al clima di individualismo, cultura del sospetto e scarsissima attenzione al prossimo che altre forze stanno cercando di alimentare e che non mi appartiene.

Mi presento

Sono nata a Varese nel 1969 e cresciuta a Besnate (VA). Ho un figlio ormai adulto e vivo dal 2008 nel quartiere Madonnina a Modena, città che amo profondamente e da cui mi sento felicemente adottata.

IL MIO LAVORO

Dopo una laurea in lettere con indirizzo geografico a Milano, un corso di specializzazione in Politiche dell’ambiente e del territorio e un dottorato di ricerca in Qualità ambientale e sviluppo economico regionale a Bologna, lavoro come responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione per lo spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate e per il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Mi sono avvicinata al mondo della ricerca quando, molti anni fa, ho cominciato ad occuparmi attivamente dei Bambini Farfalla, lavorando in un’associazione che promuoveva la ricerca sull’epidermolisi bollosa, di cui Modena è un punto di riferimento mondiale.
E così sono arrivata qui, quando è stato creato il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari”.

La Modena che vorrei è una città che guarda al futuro facendo tesoro del passato, che valorizza le sue eccellenze e la sua cultura, che ascolta e dialoga coi cittadini, che considera la pluralità un valore aggiunto per la crescita e che si prende cura di tutti i suoi abitanti, soprattutto di quelli più fragili.

I MIEI INTERESSI

cellule staminali, salute e fake news  scientifiche (sono coautrice, con Gilberto Corbellini, della “Cronologia essenziale del caso Stamina” nel volume curato da Capocci e Corbellini “Le cellule della speranza. Il caso Stamina tra inganno e scienza”)
malattie rare (soprattutto Epidermolisi Bollosa o Sindrome dei Bambini Farfalla, a cui sono legata da molti anni),
disabilità (che mi ha toccata da vicino con entrambi i genitori, per cui ho deciso di mettere a disposizione la mia casa d’infanzia ad una associazione che ospita persone fragili)
libertà civili (sono membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica)
Protezione Civile (sono volontaria del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Modena e responsabile dell’ufficio stampa della Consulta Provinciale del Volontariato di Protezione Civile di Modena)
musica (ho scritto la mia tesi di dottorato su “Bologna città della musica”, sono autrice del libro “Francesco Guiccini e Pavana tra geopoetica e senso del luogo” e ho seguito l’ufficio stampa del film documentario “La mia Thule” di Francesco Guccini).

Per cosa mi impegno

Per garantire che Modena rimanga una città che guarda al futuro facendo tesoro del proprio passato, mantenendo intatto il sistema di valori su cui si è fondata fino ad oggi e valorizzando la cultura del fare e i saperi che hanno sviluppato i prodotti (materiali e immateriali)  che ci hanno resi famosi in tutto il mondo.
Mi impegno quindi per fare di Modena:

una città che sa valorizzare  le sue eccellenzedai prodotti della ricerca universitaria a quelli dell’artigianato e dell’industria, ed esportarle nel mondo attraverso collaborazioni internazionali e  progetti che possano darle una dimensione europea e mondiale;

una città che sa ascoltare sempre di più i suoi cittadini e dialogare con loro per fare di Modena il luogo in cui tutti possano sentirsi a casa, favorendo la realizzazione di progetti di democrazia partecipata, a cominciare dai quartieri, con le loro peculiarità e i loro bisogni;

una città che considera la pluralità un valore aggiunto per la crescita, personale e della comunità, attraverso progetti di reale integrazione e di conoscenza reciproca, declinati in momenti di incontro e di aggregazione che possano valorizzare le diverse realtà culturali della città;

una città che si prende sempre più cura dei suoi abitanti e fruitori, soprattutto di quelli più fragili,  attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche e la valorizzazione dell’associazionismo, soprattutto di volontariato e promozione sociale.

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